Roseto degli Abruzzi – Mare e Montagna

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Roseto degli Abruzzi è cittadina nel cuore della costa adriatica teramana, rappresenta un’attrezzata e molto frequentata località balneare.
Il litorale cittadino, noto come Lido delle Rose, iniziò a svilupparsi attorno alla stazione ferroviaria costruita attorno agli anni sessanta del XIX Secolo con il nome di Le Quote.
Successivamente, date le grandi quantità di rose che ornavano i balconi e le vie cittadine, Re Umberto I nel 1887 ne trasformò il nome in Rosburgo, frazione di Montepagano, antico borgo medievale distante circa 6 Km.
Nel 1927 il cambiamento definitivo: la sede comunale fu spostata da Montepagano a Rosburgo, che per l’occasione cambiò nome in Roseto degli Abruzzi. Il motivo è da ricercarsi nell’impopolarità che tale nome, dai connotati germanizzanti, godeva tra i soldati italiani al rientro al fronte dalla Grande Guerra, i quali non facevano che mandare fischi ed insulti leggendo il nome della cittadina.

La spiaggia e le strutture turistiche di Roseto degli Abruzzi

Tra le numerose agenzie che consentono di affittare case vacanze, hotel e residence a Roseto degli Abruzzi durante il periodo estivo, segnaliamo per l’elevata professionalità e cortesia la Cerrano&Rosburgo Vacanze.
Trascorrere le proprie vacanze in riva al Lido delle Rose vuol dire avere a disposizione un mare cristallino contornato da una splendida spiaggia dorata che si estende per più di 6 Km (considerando anche il territorio della frazione di Cologna Spiaggia).
Oltre a numerose spiagge libere, è possibile usufrire di splendide spiagge attrezzate, con numerosi lidi che permettono di affittare ombrelloni e lettini, la maggior parte provvisti di servizio ristorazione.
Per trascorrere il proprio tempo libero dopo una rilassante giornata in spiaggia, numerose sono le serate danzanti durante la stagione estiva, così come è possibile far divertire i più piccoli nei due grandi parchi giochi della città: il Parco Savini, sul lungomare Nord e il Parco della Pineta, di fronte la stazione ferroviaria, nel cuore della cittadina.

Le principali attività turistiche di Roseto degli Abruzzi

Tra le principali attività turistiche della cittadina si segnalano sicuramente:
• L’Arena 4 Palme, sul cui campo all’aperto si pratica lo sport che ha reso famosa Roseto degli Abruzzi in tutto il mondo, cioè il basket. Presso l’arena si tiene il Trofeo Lido delle Rose, torneo estivo cestistico al quale partecipano squadre provenienti da tutto il pianeta;
• L’ottocentesca Villa Comunale, sede della Civica Raccolta d’Arte e della Biblioteca Comunale;
• Villa Paris, raffinante ed elegante struttura ottocentesca oggi adibita a sala ricevimenti.

Roseto degli Abruzzi, non solo mare

Per gli amanti del buon cibo, Roseto degli Abruzzi offre prodotti tipici dai sapori mediterranei, che nel corso degli anni hanno mantenuta inalterata la propria tradizionalità.
Meritano una menzione sicuramente “scrippelle m’busse” o asciutte in timballo, sottilissime crespelle ripiene di formaggio fuso cotte in brodo di gallina (appunto, m’busse, ossia bagnate) o al forno condite da un delizioso ragù (ossia asciutte a mò di timballo).
Per gli amanti della cucina di mare, si passa ai famosi brodetti di pesce e frutti di mare di antica tradizione marinara, serviti nei ristoranti e nelle trattorie sul lungomare cittadino, nonché piatti a base di pesce fritto, aragoste e scampi con contorni di patate e verdure.
Insomma, a Roseto degli Abruzzi c’è proprio tutto per trascorrere un’indimenticabile vacanza all’insegna del mare, del divertimento e della buona cucina.

Sarde ripiene per 4 persone

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Sarde Ripiene facili e gustose

sarde ripieneOggi vediamo come preparare delle Sarde ripiene, il pesce azzurro si sa è buono, fa bene alla salute e inoltre ha il grande vantaggio di essere molto economico. Questo piatto che vi proponiamo è ideale sia come secondo piatto che per un buffet o una cena o pranzo finger food, veloce e gustoso, al posto dei calamari fritti, una volta assaggiato vi conquisterà.

Le sarde sono ricche di omega3 i cosiddetti “grassi buoni”, di fosforo e sono a basso contenuto calorico. Le preparazioni a base di sarde non solo sono buone per la salute ma anche per la linea. Inoltre, le sarde non sono allevate, si tratta dunque di pesce pescato e soprattutto di pesce nazionale.

SARDE RIPIENE:INGREDIENTI per 4 persone

700gr di sarde
150gr di pesce bianco (alici, nasello, o altro )
50gr di mollica di pane
un ciuffetto di prezzemolo o finocchietto
sale e pepe
1 cucchiaino di pinoli
1 cucchiaino di uvetta
pangrattato
olio e.v.o.

SARDE RIPIENE: PREPARAZIONE

Pulire le sarde e togliere la lisca centrale sciacquarle bene e farle asciugare. In un mixer mettete la mollica di pane bagnata e strizzata, il prezzemolo, il pesce bianco, l’uvetta e i pinoli, il sale e il pepe. Frullate fino ad ottenere un composto soffice e cremoso. Riempite le sarde e richiudetele e disponetele in una teglia leggermente unta. Quando avrete preparato tutte le sarde, cospargetele di pangrattato e spruzzatele con un po’ di olio. Infornate a circa 200/220° per 10/15 minuti, o comunque finchè saranno ben dorate.
Sono ottime calde, ma sono gustose anche tiepide o fredde.

SARDE RIPIENE: CURIOSITA’ ANISAKIS

Purtroppo ultimamente nel pesce azzurro è stato rilevato lo sviluppo di un parassita chiamato Anisakis e questo ha un po’ rallentato l’utilizzo di questa tipologia di pesce che invece è ottima per la nostra salute. L’Anisakis è un verme che vive nelle interiora del pesce, se queste ultime non vengono tolte in tempi brevi, il parassita può spostarsi nelle carni del pesce che, se consumato crudo, può portare ad una serie di disturbi anche molto gravi dell’apparato digerente. La diagnosi di questa patologia è piuttosto complessa e la cura comporta inevitabilmente un’intervento chirurgico.
Ovviamente tutto questo non deve scoraggiare il consumatore che può tranquillamente consumare pesce azzurro avendo cura di seguire certi accorgimenti. Innanzitutto l’Anisakis muore in cottura quindi, qualora il vostro pesce debba essere cotto non c’è bisogno di preoccuparsi. Il problema di pone nel momento in cui si vuole consumare il pesce azzurro fresco.
In questo caso è necessario abbattere la temperatura del pesce per almeno 6h prima di consumarlo. Le proprietà nutritive e il gusto restano invariate ma il rischio è pari a zero. Se pensate di preparare delle alici o sarde marinate con aceto o limone, sappiate che anche in quel caso il pesce va prima abbattuto, poichè l’Anisakis non muore con l’utilizzo di questi prodotti. Se volete conservare il pesce potete farlo sotto sale, avendo comunque cura di pulirlo appena acquistato o farvelo pulire direttamente in pescheria.

Sappiate che una normativa europea (CE 853/2004) prevede che tutto il pesce presente negli esercizi pubblici debba essere congelato prima di essere consumato crudo o marinato, quindi non abbiate timore di chiedere al ristoratore se rispetta la legge, il pesce anche se abbattuto resta freschissimo e mantiene il gusto. Non fidatevi inoltre di quegli esercizi che affermano di preparare solo pesce freschissimo non congelato, sarebbero fuori legge.

Montalcino

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Dopo aver salutato Buonconvento, percorriamo la Cassia e seguiamo la deviazione per Montalcino, splendido borgo fondato dagli Etruschi su un colle tra le valli dell’Asso e dell’Ombrone.
A lungo contesa tra Firenze e Siena, la cittadina conserva molte vestigia del suo passato: le antiche mura del XIII sec, la Rocca pentagonale costruita nel 1361, il Palazzo comunale (dei secoli XIII-XIV) che si affaccia su piazza del Popolo, la chiesa romanico-gotica di S.Agostino del XIV sec al cui interno si possono ammirare affreschi della scuola senese del ‘300.

Ma dal XIX secolo il luogo è famoso soprattutto per il suo vino, il Brunello: frutto degli esperimenti di un viticoltore, Ferruccio Biondi-Santi, che intorno al 1870 iniziò a diffondere nei suoi vigneti un clone del Sangiovese (il Brunello), che aveva dimostrato una maggiore resistenza a quella fillossera che aveva flagellato i vigneti della zona. La sua opera innovativa continuò anche in cantina; decise infatti di non miscelare l’uva Sangiovese, pratica usuale fino a quel momento, e introdusse un processo di invecchiamento in botti di rovere per un periodo di quattro anni. Il Brunello è un vino che con il passare del tempo acquista fragranza, sapore vellutato, profumo elegante ed intenso.

Altro vino tipico della zona è il “Moscadello di Montalcino”; l’uva Moscadella, che gode dell’aria salmastra che ne favorisce la produzione, era coltivata sin dal Rinascimento. In seguito questi vigneti vennero distrutti dalla fillossera e solo negli ultimi decenni si è provveduto a reimpiantare l’uva Moscato bianco con cui si è provveduto a far rinascere il Moscadello. Il vino che ne deriva è leggermente frizzante ed è da consumare entro un anno dalla vendemmia.

Per quanto riguarda la pasticceria si consigliano due prodotti in particolare, i Cavallucci , pasticcini di pasta dura, fatti di farina, zucchero, miele e noci a forma di rombo, e il più conosciuto Panforte, dolce di farina, zucchero, mandorle, frutta candita e spezie la cui origine si fa risalire ai pani mielati medioevali.

Greve in Chianti

Greve in chianti

Il più antico nucleo abitato da cui ebbe origine il centro di Greve si può quasi con certezza rintracciare sulla collina di S.Francesco, ove è documentata fin dall’XI secolo una donazione di S.Bernardo degli Uberti al Monastero di S.Salvi. In seguito fu sede di un antico ospedale e dalla fine del Quattrocento piccolo insediamento monastico dell’ordine francescano, onde il nome.

Greve in Chianti, anticamente rimaneva ai margini delle importanti reti di comunicazione che facevano capo alla Via Volterrana e alla Francigena, i suoi percorsi viari permettevano di raggiungere agevolmente Firenze e, valicando le pendici collinari, la mettevano in contatto con la valle dell’Arno, dove si trovavano importanti luoghi di mercato (come ad esempio Figline). Fu proprio questo carattere di apertura nei confronti di diversi approdi commerciali a determinare la nascita del mercatale di Greve, al centro di un’area densamente popolata, già ricca di pievi e chiese rurali e disseminata di castelli e borghi feudali, che dopo la conquista e la successiva trasformazione da parte dei fiorentini sono divenuti residenze signorili, ville e ville-fattorie.

Esiste una documentazione certa circa la produzione di un pregiato vino che, già alla fine del Trecento, allietava le mense di ricchi mercanti fiorentini e trovarsi situato fra Firenze e Siena, in un periodo di grande crescita, culturale, artistica ed economica delle due principali città della Toscana, sicuramente ne favorì lo sviluppo, non solo come centro commerciale.
Infine la presenza quasi regolare nelle residenze di campagna di un qualificato ceto dirigente, rappresentato delle principali famiglie fiorentine, giovò assai all’arricchimento della zona.
La parte più antica delle abitazioni gravita intorno al convento di S.Francesco e alla piazza del mercato e tale struttura rimarrà quasi intatta fino al XIX secolo; solo dopo l’Unità d’Italia, con l’assegnazione della sede del comune, il vecchio “mercatale a Greve” diventerà il centro più importante della vallata.

Questa splendida simbiosi fra città e campagna ha pochi altri esempi nella storia, lo dimostra il fatto che raramente Greve in Chianti ha attraversato periodi di crisi in epoche in cui l’agricoltura era considerata una ricchezza ed un investimento. La richiesta di un turismo elitario a cui si assiste oggi non è che il frutto di un lavoro, cominciato oltre un millennio fa, che ha trasformato una zona arida e selvatica in uno dei paesaggi umanizzati più belli del mondo.

Muffin salati con salame e finocchietto

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muffin salatiEra da un po’ di tempo che volevo preparare un buffet pomeridiano dolce e salato e quale occasione migliore se non il mio compleanno? Ho iniziato a frugare nell’armadio alla ricerca di quel volume in cui c’erano tante ricette di lieviti salati, muffin, plumcake, terrine… ovviamente, come al solito,  non l’ho trovato!!
La legge di Murphy regna sovrana, fin quando una cosa non ti serve, te la trovi  in mezzo ai piedi e arriva quasi a darti fastidio, poi un bel giorno ti serve e non la trovi neanche se ti strappi tutti i capelli.

Fortunatamente, almeno per quanto riguarda i muffin salati, le ricette sono più o meno tutte uguali, quindi ho pensato di dare un po’ di sfogo alla mia fantasia: ho aperto il frigo e frugato all’interno alla ricerca di ispirazione. Ho trovato spinaci, formaggio, prosciutto, paté di finocchietto e salame. SALAME?!!?! ancora tu?? ma non dovevamo vederci più?  Io la buona volontà ce la metto,  cerco di non comprare nulla che possa indurmi in tentazione (nutella, merendine, dolci di ogni genere, insaccati..), eppure arriva sempre quell’amico che quando ti viene a trovare si presenta con un bel salamino e poi ti dice: ” beh ma questo è fatto artigianalmente.. è più buono..l’ho preso in quel negozietto..”, ma perché esistono i salami cattivi???? Ovviamente il primo pensiero è stato quello di usare il salame per renderne più veloce lo smaltimento (almeno il colesterolo lo faccio alzare a tutti, non solo a me).

Mi sono dunque messa all’opera e ho pensato a due ricettine semplici e veloci: muffin con salame e finocchietto, e muffin con spinaci, prosciutto e formaggio.

Per i muffin salati al salame: (per 10/12 muffin)

  • 150gr di salame
  • 2 cucchiai abbondanti di paté di finocchietto
  • 2 uova
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • sale e pepe
    1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 80ml di olio
  • 250gr di farina

Accendete il forno a circa 200°.
Mescolate in una ciotola gli ingredienti secchi (farina,lievito, bicarbonato, sale). In un altra ciotola mescolate le uova, lo yogurt, l’olio e il paté di finocchietto.
Tagliate a cubetti il salame e aggiungetelo agli ingredienti secchi.
Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolate  per amalgamare, ma senza arrivare ad ottenere un impasto troppo liscio. Se risulta un po’ secco, aggiungete un po’ di latte o yogurt.
Versate negli stampi per muffin e fate cuocere per circa 15 minuti. Mettete a raffreddare su una gratella e servite tiepidi.

Per i muffin salati agli spinaci: (per 10/12 muffin)

  • 80gr di spinaci lessati
  • 80gr di prosciutto a listarelle (io ho fatto una fetta spessa e l’ho tagliata a pezzetti)
  • 80gr di formaggio (io ho usato il gouda, ma va bene qualsiasi formaggio filante oppure la feta per un gusto un po’ più saporito)
  • 2 uova
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • sale e pepe
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 80ml di olio
  • 250gr di farina

Anche in questo caso mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola. Tagliate il prosciutto e il formaggio e metteteli da parte. Frullate gli spinaci con lo yogurt, aggiungete le uova, l’olio e mescolate bene. Amalgamate gli ingredienti secchi con quelli liquidi e aggiungete il prosciutto e il formaggio.
Infornate e cuocete per circa 15 minuti.

Questi muffin sono ottimi anche per un aperitivo magari tagliati a metà o a spicchi, magari serviti con salumi misti o formaggi.

Pasta tonno e olive

Pasta tonno e olive

Pasta tonno e olive piatto veloce

pasta tonno e oliveIn estate passare troppo tempo davanti ai fornelli è un incubo di tante persone, ma non sempre per ottenere un piatto gustoso è necessario soffrire così tanto. Per questo primo piatto veloce che vi presentiamo, basta il tempo di cottura della pasta ed il gioco è fatto!  Questa pasta con tonno e olive è ottima sia calda che fredda, ideale per chi ha poco tempo e cerca ricette gustose per ogni occasione.

Il tonno è un prodotto molto consumato durante tutto l’anno, ma in estate è sicuramente uno degli alimenti principe di chi ama insalatone, paste fredde e tante altre preparazioni che non richiedono cottura.
In questa ricetta uniamo il gusto fresco e leggero del tonno a quello più corposo e gustoso delle olive, creando un piatto veloce, leggero e versatile adatto a tutte le occasioni.
Scoprirete una ricetta che rappresenta i classici sapori del mare e del mediterraneo, facilissima da realizzare anche per chi è alle prime armi.

PASTA TONNO E OLIVE: INGREDIENTI PER 4 PERSONE

350gr di pasta (per la scelta della pasta vedi consigli e varianti
100gr di olive snocciolate
1 scatola grande di tonno (possibilmente al naturale)
2 cucchiai di olio evo (solo se usate tonno al naturale)
1 spicchio di aglio
sale e pepe q.b.

PASTA TONNO E OLIVE: PREPARAZIONE
STEP 1: Mettete a bollire l’acqua, non appena arriva a bollore salate e buttate la pasta.
STEP 2: Scolate il tonno e le olive e tagliate quest’ultime a rondelle.
STEP 3: In una padella abbastanza grande versate l’olio (se usate tonno al naturale)e  l’aglio schiacciato. Fate insaporire per un paio di minuti e poi unite il tonno e le olive.
Aggiustate di sale e fate cuocere per cinque minuti, eliminate l’aglio e spegnete il fuoco.
STEP 4: Scolate la pasta ben al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura. Accendete di nuovo il fuoco sotto il condimento, versatevi la pasta e se vi sembra troppo asciutta aggiungete un po’ dell’acqua messa da parte. Mantecate bene, aggiungete un po’ di pepe e servite.

Se decidete di prepararla come piatto freddo, scolate la pasta e raffreddatela sotto l’acqua corrente fredda.  Versatela poi nella padella, senza accendere il fuoco, mantecate bene e servite.

PASTA TONNO E OLIVE: CONSIGLI, VARIANTI

Scegliete la pasta in base a come preferite gustare questo piatto. Se preferite un piatto caldo allora potete scegliere tra linguine, spaghetti, penne, sedani o mezze maniche. Nel caso in cui decidiate di servire questo piatto freddo allora vi consigliamo paste corte come le mezze penne, le penne ma anche farfalle, o gnocchetti sardi secchi.
Potete aggiungere a questa pasta anche qualche pomodorino fresco tagliato a pezzetti, in questo caso per mantenere tutto il sapore dei pomodori, aggiungeteli solo alla fine e fate insaporire per non più di un paio di minuti, altrimenti si sfalderanno.
Un ulteriore variante per questa pasta prevede l’utilizzo di sgombro in scatola al posto del tonno. E’ possibile anche aggiungere del pecorino per chi ama i sapori molto più decisi.

PASTA TONNO E OLIVE: ABBINAMENTI

Per questo piatto consigliamo un Prime rose cavit, un vino fresco bianco, dalla bassa gradazione, 100% uve chardonnay.

Melanzane Grigliate – Veloci e Gustosissime

melanzane-grigliate
melanzane grigliateSuper classico della cucina italiana, le melanzane grigliate sono semplici e veloci da preparare ma anche molto versatili, una volta cotte possono essere utilizzate in molti modi e conservate a lungo, vediamo come prepararle in pochissimo tempo.

MELANZANE GRIGLIATE: INFORMAZIONI UTILI 

La melanzana è una solanacea e sembra che provenga dall’Asia. Ne esistono diverse varietà, da quella scura a quella viola a quelle più chiare fino alle varietà striate.
Questa verdura è ricca di acqua e dunque contiene pochissime calorie, ma oltre ad aiutarci a mantenerci in forma è anche un prezioso alleato per la nostra salute. Infatti ha proprietà nutrizionali che contribuiscono a migliorare la nostra alimentazione come minerali, fibre e vitamine. Le fibre contenute nelle melanzane sono molto ben tollerate dall’intestino e lo aiutano nel corretto funzionamento.
La melanzana aiuta anche a combattere il colesterolo alto ed è ricca di potassio, vitamina A e C, fosforo, calcio e tannino.

MELANZANE GRIGLIATE: RICETTA

Lavate accuratamente le melanzane e tagliatele a fettine di circa 5mm. Poggiate le fette su una gratella, cospargetele di sale grosso e lasciatele riposare per almeno 20 minuti  per eliminare l’amaro in eccesso. Questo procedimento può essere effettuato in altri due modi:
1. Immergete le fette di melanzana in acqua fredda, lasciate riposare 10 minuti, scolate l’acqua e ripetete l’operazione. Potrete subito vedere l’acqua di un colore piuttosto scuro.
2. Mettete le fette in uno scolapasta, cospargete ogni strato di sale grosso, coprite con piatto e ponete un peso sopra al piatto, lasciate riposare per 15 minuti.

Una volta eliminato il sapore amaro riprendete le fette (strizzatele se le avete messe in acqua) e riponete su una griglia bollente oppure sotto il grill del forno.

MELANZANE GRIGLIATE: SUGGERIMENTI E CONSIGLI PER LA CONSERVAZIONE

A questo punto potete scegliere se utilizzarle direttamente oppure surgelarle per usi futuri.
Se volete mangiarle subito, o prevedete di consumarle in 3/4 giorni, disponete le fette in un contenitore ermetico, condite con fettine di aglio, prezzemolo tritato e ricoprite con abbondante olio extravergine d’oliva.
Preparate in questo modo le melanzane sono ottime sia come contorno che come antipasto, vi consigliamo di gustarle accompagnate da mozzarella di bufala o prosciutto.
Sono perfette anche per preparare panini o piccoli sfizi per un buffet.

Se preferite invece conservare le melanzane più a lungo vi consigliamo di congelare le fette appena grigliate. In questo modo saranno pronte all’uso e potranno essere conservate per alcuni mesi.
Le melanzane grigliate sono perfette per la preparazione di una parmigiana di melanzane leggera, evitando quindi la frittura. Vi consigliamo anche di provarle sopra la pizza o per una versione leggera della pasta alla norma, con aggiunta di sugo di pomodoro e ricotta salata.

Anelli di calamari fritti

Anelli di calamari fritti

Anelli di calamari fritti e croccanti

Oggi vi presentiamo una variante della frittura di calamari classica, quella fatta con la farina.

Infatti questa frittura viene fatta senza farina ma soltanto con uova e pangrattato, ottenendo così dei calamari impanati buonissimi e friabili.

Un secondo semplice, veloce e facilissimo da realizzare!

Ingredienti(dosi per 4 persone) Calamari Impanati

  • 2 Calamari
  • 3 uova
  • pangrattato q.b
  • sale
  • olio per friggere
  • limoni

Preparazione Calamari Impanati

Pulite i calamari, lavateli, tagliateli ad anelli e poi asciugateli con carta da cucina.

Sbattete per bene le uova in una ciotola e immergertevi i calamari, poi, prelevandoli uno alla volta, passateli nel pangrattato.

Preparate una padella con abbondante olio e friggeteli fino alla loro doratura.

Adagiateli una volta cotti in un piatto ricoperto di carta assorbente.

Aggiungete sale e limone a piacere.

Buon Appetito con gli appetitosi calamari impanati

Torta rustica con uva fragola

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Torta rustica con uva fragola molto golosa

Negli ultimi giorni grazie ad un graditissimo regalo di una mia amica mi sono ritrovata a dover gestire diversi kg di uva fragola, inutile dire che la tentazione di farne un dolce è stata troppo forte. ^^

È nata così quindi la torta all’uva, dall’esterno sembra una torta rustica come le altre ma l’interno con i suoi chicchi d’uva snocciolati lascia davvero senza fiato, per le decorazioni mi sono fatta aiutare da mia figlia un bel modo per giocare insieme ai bambini sicuramente.

Ingredienti Torta rustica con uva X8

  • 200g di farina
  • 300g di uva bianca
  • 200g di uva nera
  • 3 uova
  • 120g di burro
  • 120g di zucchero
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo

Procedimento

Innanzitutto dovrete privare l’uva dei semini interni, può sembrare un operazione molto noiosa ma se dopo aver tagliato il chicco per metà spingete dal dorso del chicco verso fuori con un dito vedrete che i semini verranno fuori facilmente.

Mescolate insieme tutti gli ingredienti secchi, e poi unite le uova e date una bella mescolata, l’impasto risulterà piuttosto solido non vi preoccupate di questo.

Adesso è il momento di unire le nostre metà di chicchi belle lavate e senza semini. cercate di distribuirle nell’impasto in modo omogeneo, se qualcuna dovesse schiacciarsi troppo non vi preoccupate donerà all’impasto quei liquidi di cui necessita.

Dopo aver infornato a 160 gradi per circa 20 minuti (fate sempre la prova dello stuzzicadente: per essere sicuri che un dolce sia cotto infilate uno stecchino e controllare che ne esca asciutto) Per le decorazioni lasciate spazio alla fantasia… in questa foto potete ammirare un’opera della mia sorellina. (il dipinto proviene direttamente dalla collezioni in camera sua )

Ed Ecco a Noi la nostra torta all’uva bella pronta e davvero con un bel profumo ed ottimo aspetto della torta rustica con uva.

Spaghetti alla Carbonara con panna

Spaghetti alla Carbonara con l’aggiunta di panna

Gli spaghetti alla carbonara sono un piatto gustosissimo, veloce da preparare poiché servono solo pochi ingredienti.
Si tramanda la provenienza del termine come piatto tipico dei carbonai, per la facile reperibilità e conservazione degli ingredienti.
La carbonara sarebbe l’evoluzione del piatto detto cacio e ova, di origini Laziali e Abruzzesi, che i carbonari usavano portare nei loro “tascapane”, preparati anche il giorno prima e consumati freddi, con il solo utilizzo delle mani (la mancanza delle uova avrebbe dato origine alla pasta cacio e pepe). È significativo che il pepe nero, che ricorda la polvere del carbone, venga riconosciuto come elemento essenziale del piatto.

Ingredienti(dosi per 4 persone)

  • 400 g. di spaghetti
  • 100 g. di pancetta
  • 30 g.  di burro
  • 50 g. di pecorino
  • 4 uova
  • 50 g. di panna
  • sale e pepe nero

Preparazione

Fate rosolare la pancetta tagliata a dadini in una padella antiaderente senza mettere olio.
Toglietela poi dal fuoco e fatela intiepidire.
In una ciotola battete le uova con un pizzico di pepe e la panna.
Fate cuocere in una pentola gli spaghetti al dente, scolateli, versateli nella ciotola con le uova e mescolate bene il tutto.
Cospargete infine con la pancetta, il pecorino grattugiato e pepe.
Buon Appetito!