Tacos messicani fatti in casa

Tacos messicani fatti in casa 1

Come ho detto precedentemente in un mio recente post, ho comprato un libro di street food, e quindi due giorni fa mi sono cimentata nel riprodurre una ricetta buonissima e molto semplice!

TACOS MESSICANI
TACOS MESSICANI

Chi adora il cibo messicano ne sarà entusiasta…

Unica pecca: non ho trovato il coriandolo fresco, quindi ho optato per il prezzemolo! Se voi però avete il coriandolo usatelo, mi raccomando!
Questo piatto è davvero gustoso e può essere personalizzato a vostro piacere usando varie salse messicane o formaggi.
Io ho deciso per questa volta di mangiarlo con gli ingredienti base e di non aggiungere salse (di cui potete trovare le ricette nel mio blog).
Che dire… Eccovi la ricetta!

TACOS MESSICANI (dosi per 8 tacos)

Ingredienti Tacos messicani

 
8 tortillas di mais (potete comprarle già pronte o farle; io la farina di mais adatta a prepararle non l’ho mai trovata quindi stavolta le ho comprate)
300 g di carne tritata di manzo
sale all’aglio q.b. (o in alternativa sale e uno spicchio di aglio finemente tritato)
olio d’oliva per friggere
3 peperoncini piccanti (serrano o jalapeno)
mezza cipolla di media grandezza
1 pomodoro piccolo
1 mazzo di coriandolo fresco (o di prezzemolo)
3/4 di un avocado
1 lime
sale q.b.

Preparazione Tacos messicani

ripieno Tacos messicani:

tritate finemente la cipolla, il coriandolo e il peperoncino
tagliate a cubetti il pomodoro
in una ciotola mettete cipolla, pomodoro, coriandolo, avocado (precedentemente pelato) tagliato a cubettini, peperoncino e il succo di un lime. Salate q.b. e  mescolate per bene tutti gli ingredienti
in una padella versate un filo d’olio e cuocete la carne condita con sale all’aglio fino a quando sarà ben colorita. Mi raccomando scolate l’unto in eccesso!

NB: se non siete amanti del peperoncino potete non metterlo, ma se lo mettete aggiungetene abbastanza perchè l’avocado e il lime tendono a placare l’effetto piccante fino a non farvelo percepire!

Tortillas:

scaldate per bene una padella antiaderente
spennellate le tortillas con olio per friggere e cuocetele a fiamma alta per pochi secondi, su entrambi i lati in modo da abbrustolirle in superficie ma lasciarle morbide
toglietele dal fuoco e lasciatele asciugare su carta assorbente.
una volta asciugate le tortillas, farcitele con un un pò di carne e un pò del misto di verdure preparato prima, arrotolatele e mangiatele!

POLPETTINE DI POLLO

Tacos messicani fatti in casa 2

POLPETTINE DI POLLO SPEZIATE

Polpettine di pollo
Polpettine di pollo

Quest’ anno sto imparando tantissime cose utili anche per il blog, infatti una mia cara collega quando ha tempo mi trasmette tutti i trucchi per fare delle buonissime e ottime torte gelato. Cucinare quando c’è di mezzo il lavoro e la gestione della casa è faticoso, ma voi lo sapete bene e nonostante ciò ogni tanto si trova il tempo per farlo. Ieri è stata una giornata frenetica e mi sono dovuta arrangiare con quel che avevo in frigo per prepararmi un pranzo veloce. Ho pensato quindi a delle polpettine di pollo speziate visto che avevo dei bei petti freschi in frigo. Questa ricetta è super veloce e comunque molto gustosa. Ovviamente io vi do le mie dosi per le spezie, ma se voi ne preferite una in particolare potete aumentarne la quantità a vostro piacere. Vi consiglio di servirle con una salsa allo yogurt e menta in abbinamento! Per quanto riguarda la cottura sia forno che padella con un filo d’olio vanno benissimo. A voi la scelta visto che l’estate e la prova bikini si avvicinano! 🙂 Vi lascio alla ricetta.

INGREDIENTI

  • 300 g di petto di pollo
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • un cucchiaino di curcuma
  • mezzo cucchiaino di cumino (non lo amo particolarmente)
  • un cucchiaino di zenzero in polvere o un pò di quello fresco grattugiato
  • uno spicchio d’aglio
  • pan grattato q.b.
  • Parmigiano reggiano q.b.
  • 1 uovo
  • sale
  • pepe
  • farina
  • olio di semi

PROCEDIMENTO

  1. In un tritatutto versate i petti di pollo tagliati a tocchetti, le spezie, le erbe, l’aglio, l’uovo, il Parmigiano a piacere, il pan grattato, sale e pepe e tritate fino a ottenere un composto adatto a essere lavorato per formare delle polpettine.
  2. Create le polpettine e infarinatele leggermente.
  3. scaldate un filo d’olio di semi in padella e cuocete le polpette fino a dorarle o doratele in forno a 200°C.
  4. Servite calde con salsa yogurt (un vasetto di yogurt bianco naturale con l’aggiunta di qualche foglia di menta, sale e un goccino d’olio evo).
  5. A presto!!

Olive da confetto

Tacos messicani fatti in casa 3

Olive da confetto ricetta sarda

Nelle famiglie sarde si è soliti conservare le olive secondo una tradizione tramandata da secoli.

La più comune è la ricetta delle olive confettate o da confetto con le quali  accompagnano numerose ricette  a base di cavolfiore, d’ agnello, di maiale, nelle varie preparazioni in casseruola.

Il pranzo tipico dei sardi in occasione feste inizia con degli antipasti di terra molto semplici, il modo migliore per solleticare il palato e lo stomaco accompagnati da un buon vino.

Questi prodotti della terra sono completati dalle squisite olive “confettate”, servite in taglieri di legno o di sughero, vengono generalmente servite bagnate con olio ed aromatizzate con un trito di prezzemolo.

Olive da confetto

 Igredienti:

  • 1 kg di olive verdi
  • Tronchetti di finocchio selavtico
  • Foglie di alloro
  • 100 g di sale grosso

 

 

 Procedimento:

Con un coltello incidete 3-4 volte per il lungo le olive e versare direttamente in un recipiente con acqua di fonte.

Cambiare l’acqua anche più volte al giorno consigliamo acqua riposata almeno 24 ore.

Dopo circa 10-15 giorni, quando le olive si sono addolcite e di conseguenza hanno perso l’amaro, preparare un decotto:

far bollire una quantità di acqua che ricopra le olive,  aggiungere  il sale, i trinchetti di finocchietto e le foglie di alloro per 20 minuti.

Far raffreddare il decotto e  aggiungere alle olive.

Lasciatele riposare al buio e dopo circa 15-20 giorni assaggiatele per vedere se hanno raggiunto un sapore gradevole altrimenti attendete ancora qualche giorno.

I segreti della torta di mele tra passato e presente

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Una ricetta dal sapore medievale, direttamente dalle cucine dei monasteri del 1300

Una ricetta antica sempre in auge

torta-di-meleCom’è noto, i monasteri lungo il medioevo erano i migliori detentori dei segreti dell’artigianato, soprattutto per quanto riguarda la cucina. Gran parte dei dolci più classici, come la torta di mele, hanno una lunga tradizione e, col tempo, hanno subito delle variazioni nella ricetta.

A tutti gli effetti non vi è un unico procedimento per preparare la torta di mele, ma esistono tanti segreti per la sua realizzazione; segreti custoditi gelosamente dalle nostre nonne, ovvero le migliori cuoche che possano mai esistere.

Attualmente la torta di mele viene cucinata in quasi tutto il mondo, soprattutto in occidente. In America viene chiamata Apple Pie, mentre in Francia Tarte Tatin e in inglese Crumble. Ma quella più classica e genuina è quella italiana, realizzata con pochi ingredienti in maniera tale da dare risalto al sapore delle mele. I cuochi italiani inoltre non rinunciano mai alla classica torta di mele ottenuta con un processo di lievitatura che la rende talmente soffice da riportarci col pensiero alla leggerezza delle nuvole.

Torta di mele: le varianti di ieri e oggi

Così come in passato, anche oggi le quantità di zucchero presenti nella ricetta della torta di mele non sono abbondanti. Questo perché il potere del fruttosio contenuto nelle mele, rende di per sé questo dolce squisito e dolciastro. Nel 1300, quando la torta di mele venne ideata dal cuoco Taillevent, si prevedeva l’utilizzo delle cipolle appassite, impiegate spesso come dolcificante nella preparazione dei dolci.

Quest’usanza è stata abbandonata ma risulta curioso pensare all’associazione dei classici ingredienti oggi impiegati per la preparazione di questo dolce con le cipolle.

L’abbandono di questo metodo per dolcificare le pietanze, è solo la prima delle variazioni che questo dolce piuttosto consumato nell’intimità del focolare domestico ha subito col tempo.

La torta di mele viene spesso preparata anche sotto forma di ciambellone insaporita con altri ingredienti tesi ad aumentare la dolcezza del prodotto finito, come ad esempio l’uvetta o la cannella; alcuni la rendono più sofisticata con l’aggiunta di crema, frutta secca o zenzero, ma il sapore della ricetta classica è sempre quello più apprezzato.

I segreti della nonna

Abili ai fornelli, le nostre nonne custodiscono la chiave per la migliore riuscita della torta di mele.
In tal senso risulta fondamentale gli ingredienti siano sempre a temperatura ambiente.

Grande importanza viene riposta anche sulla temperatura del forno, che dev’essere non più alta o più bassa di 5 gradi rispetto a quella indicata nella ricetta: per una giusta lievitazione in cottura si consiglia di controllare i gradi centigradi con un termometro per dolci.

Inoltre, perché la leggerezza cui si è fatto riferimento poc’anzi sia tale, viene sempre raccomandato di setacciare bene gli ingredienti in maniera tale che si formi la classica cupola in superficie che caratterizza una perfetta riuscita del dolce.

Infine non si può non far menzione al profumo di questa torta, che appena tolta dal forno risulta quasi inebriante, soprattutto quando viene preparata nell’osservanza delle giuste proporzioni e con ingredienti freschi come avveniva nel lontano 1300, quando non esistevano attrezzi tecnologici come il frullatore ma si prestava grande attenzione alla qualità.

POLPETTE DI ALICI

POLPETTE DI ALICI

POLPETTE DI ALICI E PATATE

POLPETTE DI ALICIEccomi con un’altra ricetta per lo scambio ricette mensile a cui partecipo. Stavolta ho dovuto scegliere una ricetta tra le tantissime proposte da Martina sul suo blog Irisblog ai fornelli. Visto che non metto quasi mai ricette di pesce perchè lo cucino il fine settimana, quando non ho mai tempo per fare foto ai piatti preparati, ho colto l’occasione al volo e ho pensato di ricreare le sue deliziose polpette di alici, ottime sia come secondo sia come antipasto prima di una cena a base di pesce sia come aperitivo con un bel calice di vino bianco. Ma non perdiamo tempo e passiamo alla ricetta!

INGREDIENTI

  • 500 g di alici fresche pulite
  • 3 patate medie lesse
  • prezzemolo
  • 1 uovo intero
  • pan grattatao
  • 1 spicchio di aglio
  • una grattugiata di zenzero fresco a piacere (questa è una mia aggiunta, facoltativa)
  • sale e pepe
  • olio evo

PROCEDIMENTO

  1. Preriscaldate il forno statico a 180°C
  2. In un mixer tritate aglio, patate lesse, prezzemolo.
  3. Successivamente trasferite il composto tritato in una ciotola e aggiungete le alici fresche tagliate a pezzettini, l’uovo, lo zenzero, l’olio extravergine d’oliva e aggiustate di sale e pepe.
  4. Amalgamate bene tutti gli ingredienti e create delle polpettine.
  5. Passate le polpettine in un po’ di pan grattato, disponetele sulla teglia del forno coperta di carta forno e infornate per 25-30 minuti.
  6. Servitele calde con un po’ di insalata o come ho fatto io, con un po’ di maionese fatta in casa.

Cucina Senese

cucina senese

La cucina senese, ricca di storia e tradizione, è semplice e povera, ma gustosa e genuina; a Siena, ed in provincia, tutto parla – direttamente o indirettamente di cibo –, si mangia bene e, se possibile, si beve meglio; il modo migliore per scoprire le delizie della tavola è quello di sedersi al tavolo di qualche osteria o di qualche ristorante tipico.

Vediamo ora di conoscere qualcuno dei principali piatti locali. Iniziamo dagli antipasti, serviti con bruschette o crostini (conditi con aglio ed olio extravergine) o con “fett’unta” o “pansanto”: oltre ai “soliti” affettati (leggermente più piccanti e saporiti), troviamo soprattutto capocollo di maiale e finocchiona.

Cucina senese, alcuni piatti

cucina senese
Ribollita

Il primo piatto senese per eccellenza è la ribollita – preparata con verdure bollite, pane raffermo ed olio -; famosissimi anche i “Pici“, spaghetti preparati con acqua e farina (senza uova) e le Pappardelle al sugo di lepre. Tipiche del Chianti sono poi le Penne strascicate con sugo di coniglio o manzo.

Tra i secondi piatti è la carne a farla da padrona: la carne chianina non ha bisogno di grandi presentazioni. È conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Ma non sono da sottovalutare neppure i piatti a base di carne di maiale (in particolare l’arista cotta sul mattone di cinta senese) e di cinghiale e la selvaggina in genere.

Tra i formaggi vanno ricordati il celeberrimo Pecorino delle crete senesi, dalla pasta morbida e dolce, e il Raviggiolo, morbido ed anch’esso molto dolce.

Ottimi i dolci senesi. Il Panforte, il tipico dolce natalizio di Siena, è forse il più famoso. Preparato con mandorle, frutta candita e spezie ha origini antichissime.

Simile al Panforte, ma dal gusto più deciso è il Panpepato preparato con miele, zucchero, bicarbonato, un cucchiaino d’anice e cacao.

Molto buono anche il Castagnaccio (farina di castagne, acqua, pinoli, uva passa, rosmarino e un filo d’olio) ed i Ricciarelli, deliziosi biscotti alle mandorle.

La produzione enologica senese è tra le più rinomate d’Italia. Il Chianti è sicuramente uno dei vini rossi italiani più conosciuti ed amati nel mondo. Dal colore rubino vivace e dal sapore asciutto, ma armonioso, il Chianti, ha origini molto antiche: già nel XIII secolo veniva prodotto.

Ottimo e famosissimo è anche il Brunello di Montalcino, altro rosso dal gusto deciso ed intenso, perfetto con le carni rosse e la selvaggina.

Sempre a Montalcino si produce un altro rosso di tutto il rispetto, il Rosso di Montalcino appunto. Dal sapore schietto, caldo ed asciutto si sposa  con i primi piatti al sugo ed i secondi a base di carne.

Tra i bianchi, menzione d’onore la merita la Vernaccia di San Gimignano. Pregiatissimo DOCG dal sapore fresco e dall’aroma fruttato, è perfetto con il pesce, con le carni bianche, ma anche come aperitivo.

Bestseller No. 1
Brunello di Montalcino DOCG 2014 - Villa da Filicaja - 3 x 0,75 l.
  • Il Brunello di Montalcino di Villa da Filicaja trae origine da vigneti localizzati sul versante sud-ovest del comune di Montalcino.
  • È prodotto con uve Sangiovese in purezza, raccolte manualmente durante la prima decade di ottobre. Dopo la diraspapigiatura, la fermentazione alcolica avviene in acciaio inox a temperatura controllata di 28-30°C con frequenti rimontaggi e delestages; la macerazione sulle bucce è di circa 25 giorni. Dopo la malolattica, il vino è riposto in botti di rovere di Slavonia da 30 e 50 ettolitri per 36 mesi.
  • Seguono l’assemblaggio e le fasi di “riposo” prima dell’imbottigliamento, avvenuto ad aprile-maggio L’immissione in commercio si ha dopo 9-10 mesi dalla messa in bottiglia, per garantire la giusta evoluzione gustativa ed olfattiva del prodotto.
  • Rosso rubino brillante tendente al granato il colore, si apre con un bouquet caratteristico e persistente fatto di ciliegie e frutti di bosco. In bocca si rivela strutturato ma elegante, di stoffa densa e vellutata, con sentori minerali tipici del terroir.
  • Temperatura di servizio ideale: 18-20°C
Bestseller No. 2
Brunello di Montalcino DOCG 2014 - Villa da Filicaja - 1 x 0,75 l.
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Risotto con zucca e salsiccia

risotto con zucca e salsiccia

riso con zucca e salsicciaOgni volta che vado a comprare la frutta e la verdura e inizio a vedere queste enormi ceste di zucche mi viene voglia di fare mille piatti, dagli gnocchi alle creme vellutate. La cosa bella della zucca è che, se la compri intera, finché non la apri si mantiene benissimo, il problema invece  è che dopo che l’hai aperta se non la mangi entro un lasso di tempo relativamente breve, scappa da sola quando apri il frigorifero.
Per evitare quindi di mangiare sempre lo stesso piatto, col tempo sperimento ogni volta ricette nuove, così mi godo la zucca senza arrivare ad odiarla.
Di sicuro tra le ricette che preferisco con la zucca c’è il risotto, e spesso aggiungo anche un po’ di salsiccia, che rende il tutto ancora più goloso.

Ovviamente con la salsiccia aumentano un po’ i grassi, ma per ottenere un piatto completo senza sensi di colpa, basta limitare olio e burro e il risultato è ottimo senza.
Nella mia versione dei risotti, infatti troverete sempre un quantitativo di verdura superiore alla norma perché, per evitare di mangiare troppi carboidrati (se si parla di risotto potrei veramente arrivare a sentirmi male..) mi godo un bel primo, e evito di dover fare due ore di aerobica per smaltirlo :) .

Risotto con zucca e salsiccia (x4)

380gr di riso carnaroli
700gr di zucca
3 salsicce di prosciutto (sono molto più magre di quelle normali)
1/2 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di olio
1 lt di brodo
1 cucchiaino di burro
2 cucchiai di parmigiano
1 spicchio d’aglio
sale e pepe

La preparazione di questo risotto è piuttosto semplice, versate l’olio in un tegame alto aggiungete l’aglio (leggermente schiacciato ma con la camicia), fate insaporire per un paio di minuti e poi aggiungete la zucca lavata, privata della buccia e tagliata a cubetti. Aggiustate appena di sale, e aggiungete poca acqua, coprite con un coperchio e fate cuocere per alcuni minuti. Nel frattempo mettete a scaldare il brodo.
Togliete la pelle alle salsicce e spezzettatele. Se volete sgrassarle ulteriormente, potete portare a bollore l’acqua in un pentolino, bucherellare le salsicce e lasciarle cuocere per circa 5 minuti. Successivamente scolatele e privatele della pelle, tritatele grossolanamente e aggiungetele alla zucca.
Fate insaporire zucca e salsiccia per qualche minuto, schiacciando la zucca fino quasi ad ottenere una poltiglia, togliete l’aglio in camicia e aggiungete il riso. Fatelo tostare un paio di minuti e poi sfumate con il vino.
Normalmente il riso si fa tostare da solo nel tegame, ma io preferisco farlo tostare insieme agli altri ingredienti per renderlo più saporito.

Appena l’alcool sarà evaporato aggiungete il brodo poco alla volta fino a portare il riso a cottura. Quando sarà pronto, toglietelo dal fuoco aggiungete il burro e il parmigiano, mescolate energicamente e coprite con il coperchio. Lasciate riposare per un paio di minuti e poi impiattate. Potete aggiungere, se vi piace, anche del rosmarino che gli da un profumo ed un sapore leggermente rustico.

Chianti Vino

vino-chianti

Chianti Vino Toscana

Il Chianti è una DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) della Toscana, una grande regione del vino situata nel centro Italia lungo la costa tirrenica. Il Chianti ha beneficiato ufficialmente della denominazione DOCG dal 1984, anche se le specificità del terroir sono state riconosciute da molto più tempo. La zona di produzione è limitata alle province di Firenze, Siena, Arezzo, Pistoia, Pisa e Prato. La denominazione del Chianti può essere seguita da nomi locali: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Collina Pisane, Montalbano, Rufina.

Il Chianti è esclusivamente un vino rosso ottenuto da uve Sangiovese, che domina in questa regione, il mammolo, il canaiolo e il trebbiano. La valle del Chianti offre un paesaggio unico con verdi colline coperte da ampi vigneti e uliveti. I vigneti del Chianti fioriscono su questa terra dove i produttori hanno sfruttato al massimo la complessità del clima legato al complesso delle colline toscane.

Chianti Vino: Alcuni produttori

vini del Chianti sono venduti nelle loro famose fiaschette con pancetta paffuta e paglierina. Il Chianti Riserva invecchiato per tre anni in botti di rovere viene imbottigliato in bottiglie di tipo bordolese. Dal 1996, ufficialmente distinguiamo il Chianti Classico che rispondono a specifiche più esigenti e che escludono in particolare qualsiasi assemblaggio con varietà di uva bianca. Il carattere di quest’ultimo è anche perfettamente rappresentato dai vini proposti da Domaine Malenchini o Domaine Antinori.

Scopri la nostra selezione dei migliori produttori di vini del Chianti

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STORIA DEL CHIANTI

storia-del-chianti

Storia del chianti sull’origini

La storia del chianti secondo una teoria diffusa sull’origine del nome Chianti, è possibile che il suo nome derivi dalla parola clanis , l’antico nome di un torrente che sgorgava vicino a Montegrossi, l’attuale Massellone, o di Clante, nome di un importante famiglia etrusca che visse in questi luoghi, o potrebbe derivare dal termine “clango”, il grido di un uccello: il nome alluderebbe quindi alla campagna selvaggia e incolta della regione, più adatta alla caccia che all’agricoltura.

storia del chiantiNel XIII °  secolo il territorio era limitato alle città del Chianti di Gaiole in Chianti, Radda in Chianti e Castellina in Chianti che formavano la famosa Lega del Chianti. Fu Cosimo III de Medici, Granduca di Toscana nel 1716 a emanare un editto che riconosceva ufficialmente i confini del distretto del Chianti, come è attualmente noto.

Reperti archeologici rinvenuti nella regione del Chianti e ancora visibili in tutta la regione, suggeriscono che abbia origini etrusche .

Durante il periodo comunale e medievale, le lotte tra Siena e Firenze si svolsero nel Chianti, che terminò solo nel 1555 con la conquista di Montalcino da Firenze e la sconfitta finale di Siena.

Da quel momento in poi, il sistema di allevamento agricolo ha iniziato a farsi valere sempre di più, modificando così il paesaggio rurale. Grandi fattorie crescono a fianco dei castelli che gradualmente vengono abbandonati e la terra è resa arabile grazie ai lavori di sterro e all’agricoltura mista.

Dopo la seconda guerra mondiale, gli abitanti del Chianti si impegnarono ad adeguare il territorio a nuovi bisogni. Come risultato di questa riconversione, il Chianti di oggi ha iniziato a distinguersi come destinazione turistica di eccellenza . Molti francesi, inglesi, svizzeri, olandesi e tedeschi hanno scelto e continuano a scegliere il Chianti come meta di vacanze preferita, attratti dalla bellezza dei suoi paesaggi, dal suo clima mite, dalle sue deliziose specialità gastronomiche e, naturalmente, dal suo eccellente vino!

Nonostante il suo famoso successo, il Chianti è riuscito a mantenere e garantire ai suoi turisti, l’accoglienza e l’ospitalità di un tempo.

IDEE PER UN WEEKEND NEL CHIANTI

IDEE PER UN WEEKEND NEL CHIANTI

La Toscana è un territorio pieno di luoghi magici e carichi di suggestione: castelli, dolci colline, panorami mozzafiato, giardini medicei, piccoli angoli di paradiso ideali per una breve fuga d’amoredella durata di un weekend. In questo articolo vogliamo proporvi alcuni dei luoghi più romantici che si trovano in Chianti e nella Val d’Orcia, dove passare dei giorni indimenticabili insieme alla persona amata. Vediamo quindi i luoghi più suggestivi per trascorrere un weekend nel Chianti all’insegna del romanticismo!

Bagno Vignoni

Iniziamo con Bagno Vignoni una località in cui le parole d’ordine sono relax e buona cucina. Questo borgo medievale è caratterizzato dalla presenza di alcuni stabilimenti termali e da diversi mulini situati lungo il bordo del fiume che in precedenza regolavano il flusso dell’acqua. La vera chicca di questo borgo è la sua piazza centrale costituita da una grande vasca termale attorno alla quale si sviluppa il paese creando un’atmosfera da sogno.

Se tra le stradine di Bagno Vignoni potrete concedervi una cena romantica a base di cucina toscana, nelle sue acque potrete passare momenti rilassanti con la vostra persona cara. A Bagno Vignoni sono infatti presenti delle pozze libere per le quali non si paga l’accesso e dei veri e propri stabilimenti termali in grado di soddisfare ogni vostra esigenza e provvedere a 360° al vostro benessere e comfort.

Cortona

Arroccato su un colle al confine tra Toscana e Umbria si trova lo splendido posto borgo di Cortona, una vera e propria terrazza che si apre sopra la Valdichiana offrendo un panorama mozzafiato.

Cortona è un luogo in grado di offrire molto al visitatore, dal suo centro di grande interesse storico-artistico con costruzioni quali il Duomo, Palazzo Casali, Teatro Signorelli e il Palazzo Comunale, ma anche  e soprattutto vicoli pittoreschi, scorci suggestivi che sembrano la cartolina perfetta per un bacio rubato, ripidissime stradine che giungono fino alla cima della collina su cui Cortona è situata, punto panoramico da cui potrete godere dello splendido paesaggio. E poi appunto, il già citato belvedere di Piazza Garibaldi in cui l’occhio può perdersi nella natura della Valdichiana giungendo fino al Lago Trasimeno.

Poggibonsi

Se vi piacciono le fiabe allora il luogo ideale per voi è Poggibonsi, un borgo che sembra uscito dalle pagine di un libro incantato. Situato sulle Colline chiantigiane e circondato da filari di vite, questo borgo è l’ideale per un weekend romantico: la sua posizione arroccata sulla campagna gli conferisce un’atmosfera sognante, le tante chiese romaniche ed i castelli invece conferiscono quel tocco fatato che contribuisce all’atmosfera di fiaba. Poco lontano da Poggibonsi si trova inoltre la Fonte delle Fate, una fonte pubblica composta da sei arcate doppie a sesto acuto di marmo travertino. La fonte è risalente al XIII secolo, ma è stata riportata in luce solo nel 1803, e oggi ospita l’opera dell’artista contemporaneo Mimmo Paladino, “I dormienti” costituita da 25 sculture bronzee che rappresentano figure umane e animali immerse nell’acqua.

Castelfalfi

Infine alle porte del Chianti si trova il borgo di Castelfalfi. Incastonato nella tenuta del Toscana Resort Castelfalfi questo piccolo borgo trasuda atmosfere di altri tempi, regolate da tempi lenti e dal piacere del contatto con la natura. Dolcissime colline si aprono dall’incredibile vista offerta dalla terrazza della Rocca di Castelfalfi, un castello che domina tutte le campagne circostanti offrendo tramonti indimenticabili che possono essere l’ineguagliabile sfondo di una cena romantica o la degna conclusione di un weekend d’amore.